ACR L’ULTIMA SPIAGGIA

Giovedì 02 Luglio 2015

Da anni sentiamo dire che bisogna creare un’unica associazione, una sola bandiera che unisca tutta la nostra voce e tutta la nostra forza, ma nonostante i grandi sforzi fatti da talune persone questo obbiettivo non è stato mai raggiunto; da alcuni sondaggi effettuati il 90% dei cacciatori vorrebbe il mondo venatorio unito sotto un unico simbolo. Purtroppo però noi tutti sappiamo che ancora per molti dentro il cuore batte più forte il rumore della cassa che quello della passione; abbiamo visto unioni di comodo, agglomeramenti di associazioni che oggi erano unite e domani separate, così nel contempo il nemico ha sempre preso maggior forza trovando il “fronte cacciatori” disgregato e poco coatto, impaurito e in rassegnazione sempre a giocare al ribasso, perdendo colpi.

Loro invece, gli animalisti, sono sempre stati coesi e con un unico obiettivo: quello di distruggerci e han ben capito le strade da intraprendere e le mosse da fare su questa scacchiera, tanto da non muovere uno “scacco matto”, ma di mangiarci lentamente in maniera tale da farci sempre più male.
In compenso, a suon di battaglie perse la cosa importante l’abbiamo capita…unirci, l’unione fa la forza, perché nonostante siamo una categoria “vecchia” siamo ancora forti con numeri stravolgenti. Settecentomila cacciatori sul territorio nazionale che muovono un indotto economico spaventoso che dà pane a molte bocche. Abbiamo perso pezzi da questa scacchiera, tantissime pedine, tanto per colpa dei nostri re e delle nostre regine troppo avidi, ma il nostro nemico numericamente è la nostra metà; in Italia, la somma di tutti gli iscritti alle associazioni animaliste conta circa trecentocinquantamila tessere.
Da tali numeri sovrascritti molti fra i lettori si porranno delle semplici domande elementari, tra cui la più istintiva è: ”Come fanno a fare tanta offensiva se sono la nostra metà”? La risposta è già riportata sopra,”l’ unione e l’unico obbiettivo”.


Anni fa le varie associazioni animaliste crearono le proprie Onlus, le quali non pagano nulla se non una semplice imposta di bollo per i ricorsi ai vari TAR, ai quali ogni anno ci troviamo con le dita incrociate poiché PFV o calendari stagionali non vengano impugnati, oltre alle leggi regionali, mentre alle nostre associazioni costano molti più denari. Nessuno dava peso a tali onlus, ma con gli anni sono arrivate ad avere una potenza in termini economici esorbitante, tanto enorme da riuscire ad acquistare spazi televisivi e radiofonici  sulle maggiori reti nazionali avendo così tra le loro mani la più grande arma di manipolazione del pensiero e delle idee. Tanto che ad oggi stiamo vedendo i disastrosi risultati da loro raggiunti, disastrosi nei nostri confronti logicamente, dato che parlare positivamente di caccia sulle reti nazionali è diventato un vero e proprio tabù e per quel poco che se ne dice l’immagine del cacciatore è sempre messa in croce.
Tanto per capirci e dare qualche numero la LAV Onlus raccoglie ogni anno con la donazione del 5×1000 circa 1’400’000,00 euro con cinquantaduemila donatori. Come già scritto sopra noi cacciatori siamo circa settecentomila e se calcolassimo di unire simpatizzanti, pescatori e agricoltori il risultato lo lascio immaginare a Voi…io immagino che “gli amici degli animali” che ogni sera su certe tv private ci bastonano facendo “malainformazione” se ne starebbero a casa con la coda fra le gambe e noi potremmo continuare ad andare a caccia tranquilli e sereni con i nostri figli e nipoti; ma ora basta sognare, tutta questa prefazione è per farci vedere questo triste quadro con la gioia di sapere che oggi l’arma per ribaltare le carte in tavola l’abbiamo anche noi, semplicemente copiata dal nemico, ma c’è.Ora tocca a noi lasciare alle spalle le presunzioni, lo scetticismo e i pregiudizi, siamo gli autori del nostro futuro e dobbiamo sfoderare un poco di autostima per la nostra categoria sentendoci chiamati ad aderire dalla voce della passione. Perché qui non ci sono tessere nè bandiere, anzi c’è la voglia di unire tutto ciò senza far preoccupare nessuno, visto che non avendo nessun conflitto di interesse la sedia non tremerà a nessuno perché l’intento di ACR è salvare la nostra passione e non rubare tesserati, tenendo le porte aperte a tutti.Purtroppo il mondo gira attorno al dio denaro e così anche la nostra arte. Perché tanti movimenti di cacciatori così come le associazioni non sono riuscite a contrastare l’avanzata animalista? Per il semplice motivo per cui con le sole donazioni e il ristorno dei tesseramenti non si arriva da nessuna parte. Ciò l’hanno ben capito anche gli animalisti molti anni prima di noi e, senza dover tirar fuori nemmeno uno spicciolo di tasca loro con le donazioni del 5×1000 (obbligatorie secondo la legge dello stato, per cui se non sapete a chi lo donate informatevi dal vostro commercialista assicurandovi che a vostra insaputa non lo doni a qualche onlus animalista), ci hanno devastato. Ora la rivincita è nelle nostre mani, siamo noi singoli amanti della cultura rurale a poter decidere la nostra sorte con le stesse mosse che i medesimi animalisti hanno usato contro di noi, partendo dalle scuole fino a tutti gli ambiti pubblici per portare la società a riaffacciarsi al mondo rurale, perché non sia una vergogna essere cacciatori, pescatori e agricoltori.Per concludere mi auspico che le varie associazioni venatorie, di cui tutti noi facciamo parte, aprano il cuore oltre agli occhi per prendere al volo questa occasione di “unione di fatto” per poter vincere la nostra battaglia e dare un futuro dignitoso a noi e a chi ci seguirà.

 

ARC BERGAMO

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